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Le Gaite si tingono di rossoverde: alla San Giovanni il palio

Pubblicato il 26 Giugno 2017 11:42 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:08

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La San Giovanni conquista il palio. La ventottesima edizione del Mercato delle Gaite si è conclusa con il trionfo dei rossoverdi, che portano a casa un successo arrivato al fotofinish. Già, perché quella che si è chiusa domenica sera è stata un’edizione al cardiopalma per le quattro Gaite, arrivate a giocarsi il trionfo finale nel giro di un punto. Ne è servito mezzo a quella guidata dal console Oscar Proietti per avere la meglio sulla Santa Maria. Subito dietro la San Pietro e poi la San Giorgio. Il palio è quindi finito nelle mani della gaita che più di ogni altra aveva contestato il verdetto dello scorso anno, arrivando praticamente all’autosospensione durante gli eventi collaterali e di avvicinamento all’edizione odierna. La speranza però, è che le polemiche del 2016 siano definitivamente acqua passata, soprattutto per il bene della rievocazione. “La cosa più bella per la manifestazione – commenta il podestà delle Gaite, Claudio Cecconi – è che al di la del risultato finale, c’è stata una vera e propria varietà di piazzamenti nelle diverse competizioni: non c’è stata una gaita che ha fatto lo slam”. Ed effettivamente la gara di tiro con l’arco di domenica sera è stata vinta dalla San Giorgio, mentre quella gastronomica dalla San Pietro. La Santa Maria ha vinto invece la gara dei mestieri, mentre il mercato ha visto il successo della San Giovanni. “C’è un livellamento verso l’alto – afferma orgogliosamente Cecconi – ed è per questo che devo ringraziare tutti i volontari che durante l’anno si impegnano per rendere straordinaria la nostra manifestazione”. Il podestà coglie anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “C’è stato un grosso successo di visitatori, nonostante non abbiamo avuto grande copertura mediatica da parte del servizio pubblico. La Regione ci considera tra le manifestazioni più importanti dell’Umbria – afferma – ma qualcuno non sembra ricordarsi di Bevagna”.

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